Addio al cantiere-mito degli idrovolanti di Boccadarno, a Marina di Pisa,
in Toscana. Già iniziato l'abbattimento
con la dinamite, poi diventera' un porto turistico.
A riferirlo e' il "Corriere della sera" che ricorda come proprio da questo cantiere Roald
Amudsen parti' nel 1928 con l'idrovolante Dornier 'Wal' in soccorso
del generale Nobile disperso fra i ghiacci.
Le mine, insomma, cancelleranno
i ruderi della Gallinari (poi Cmasa), la piu' gloriosa fabbrica di
idrovolanti italiana, la madre di tutti i bimotori d'assalto e dei primi Dc3
con i quali Air France e Alitalia aprirono le rotte civili nel
Dopoguerra.
Al suo posto nascera' un approdo turistico da 475 posti barca,
il 'porto di Pisa', un business da 80 milioni di euro, che nel 2011
proiettera' l'antica repubblica marinara, da secoli insabbiata dai detriti
dell'Arno, di nuovo verso il Tirreno, in concorrenza con la vicinissima e
sempre rivale Livorno. Un luogo incantato, Boccadarno, la grande spiaggia
pisana, oggi divorata completamente dall'erosione, amatissima da grandi
personaggi. Come D'Annunzio e Vittorio Emanuele II.- La fabbrica degli
idrovolanti e' datata 1917 -racconta
Giuseppe Meucci, storico e scrittore- Si chiamava Gallinari e fu la prima a
sperimentare queste macchine montando su uno scafo di legno un motore.
I
soldati li chiamavano 'barche con le ali' e furono un grande successo.
Perche' un velivolo capace di atterrare sul mare era un grande vantaggio
strategico per una penisola come e' l'Italia". Il trionfo qualche anno dopo
con i tedeschi, sconfitti nella Grande Guerra, che per aggirare l'embargo e
il divieto di costruire idrovolanti, a loro imposto dal Trattato di
Versailles del 1919, entrarono in societa' con alcuni gruppi italiani e
sbarcarono a Boccadarno.
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