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La Germania ha festeggiato il sessantesimo anniversario del ponte aereo di Berlino, scattato tra il 25 e il 26 giugno 1948, grazie al quale gli Alleati riuscirono a rifornire per 11 mesi il settore ovest della capitale tedesca dopo il blocco delle forniture di generi alimentari e di energia deciso da Stalin. Un'operazione umanitaria senza precedenti che e' stata ricordata a Francoforte e Wiesbaden - le due citta' che facevano parte dell'apparato logistico ideato dagli alleati, soprattutto statunitensi e britannici- concludendosi a Berlino.

 

A Francoforte i veterani si sono riuniti all'aeroporto, accolti dal premier dello stato federale dell'Assia, Roland Koch, il ministro tedesco della Difesa, Franz Josef Jung, insieme a leggendari piloti. Per l'occasioone sono infatti tornati in Germania, tre anziani ex piloti che parteciparono all'impresa in cui morirono 60 loro colleghi:l'americano Gail Halvorsen, conosciuto come il "candy bomber" perche' sganciava caramelle per i bambini, l'inglese G.C. Lamb, e il francese Roger Degen. "Mi sento in modo straordinario.

 

Per me e' come tornare a casa", ha detto il leggendario Halvorsen, che dopo la cerimonia a Franforte si e' spostato a Berlino per chiudere le celebrazioni dell'anniverario. Ma le commemorazioni di quello che fu il prologo della Guerra fredda si sono tenute in tutta la Germania, con le basi militari americane aperte al pubblico, in alcuni casi per la prima volta dall'11 settembre. Il 24 giugno 1948 il dittatore sovietico aveva decretato il blocco di tutti i collegamenti stradali, ferroviari e per via d'acqua tra la parte occidentale della Germania ed il settore ovest di Berlino. Furono tagliati anche i rifornimenti di energia elettrica e di generi alimentari in provenienza dalla zona di occupazione sovietica ad est, non ancora diventata la futura Ddr, all'interno della quale Berlino ovest rappresentava un'isola.

 

Il 24 giugno l'allora borgomastro Ernst Reuter lanciava il suo storico messaggio al mondo, invitato a non lasciare soli i due milioni di berlinesi occidentali: "Popoli della Terra, in America, Inghilterra, Francia e Italia, guardate questa citta' e questo popolo, che non potete abbandonare". Il 26 giugno il presidente americano Harry Truman, dietro consiglio del governatore militare di Berlino ovest, Lucius D. Clay, pronunciava l'altrettanto storica frase: "Noi rimarremo e basta" e dava cosi' inizio alla piu' gigantesca operazione aerea mai realizzata prima.

 

Grazie a 270 mila voli compiuti dalle forze alleate, con intervalli di atterraggio anche di 30 secondi sui tre aeroporti di Tempelhof, Tegel e Gatow, la popolazione berlinese veniva rifornita di generi alimentari, carbone per riscaldamento, benzina, materiali da costruzione ed altro. La decisione di Stalin di bloccare i rifornimenti nell'ex capitale del Reich era stata motivata con l'introduzione da parte degli alleati del marco occidentale nel settore ovest di Berlino e mirava anche a contrastare l'intenzione degli Alleati di creare entro il settembre 1949, come poi avvenne, uno stato tedesco separato. Tutta la strategia sovietica puntava invece nel mantenere l'unita' politica della Germania, che al pari dell'Austria avrebbe dovuto rimanere neutrale. La prova di forza tra i due blocchi ebbe termine alla mezzanotte ed un minuto del 12 maggio 1949, dopo che Mosca e Washington si erano messe d'accordo in seguito a trattative segrete condotte in un piccolo villaggio canadese.

 

Con la fine del blocco riprendevano i rifornimenti normali di Berlino Ovest, mentre l'Occidente sospendeva le misure di ritorsione adottate nei riguardi dell'Unione Sovietica. Meno di due settimane dopo la fine del ponte aereo, il 24 maggio 1949, veniva creata la Repubblica Federale Tedesca, con l'Unione Sovietica che rispondeva creando il 7 ottobre 1949 la 'Deutsche Demokratische Republik' (Ddr).

 
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