ANPAN

Associazione Nazionale Personale Aero Navigante

CONTRO IL JET LAG 16 ORE DI DIGIUNO

26/05/2008

Regolare il tempo dei pasti durante i viaggi
lunghi, evitando di mangiare per 16 ore aiuta ai viaggiatori ad adattarsi al
fuso orario della destinazione ed evitare gli effetti del cosiddetto jet
lag.

A sostenerlo e' un gruppo di ricercatori del Centro medico Beth Israel
di Boston in uno studio pubblicato sulla rivista 'Science'. La ricerca ha
dimostrato come oltre all'orologio 'primario', ovvero quello che regola i
ritmi dell'organismo in risposta alla luce e all'oscurita', esiste un altro
orologio interno situato in un'area precisa del cervello, che adatta le
risposte del corpo in funzione dell'avere o meno cibo nello stomaco.


L'orologio 'alimentare', il cui funzionamento e' stato studiato nel cervello
dei topi e che e' attivo soprattutto in alcuni mammiferi, assume il comando
della risposta interna dell'organismo in assenza di pasti. Il meccanismo
funzionerebbe cosi': il 'nucleo soprachiasmatico', ovvero il gruppo di
cellule situate nell'ipotalamo che l'organismo utilizza come orologio
biologico principale, riceve i segnali del ciclo della luce e dell'oscurita'
attraverso la vista.

L'informazione viene dunque passata a un altro gruppo
di cellule, conosciuto come 'nucleo dorsomediale' che si incarica di
organizzare i cicli del sonno e della veglia. "Questo sistema funziona molto
bene perche' i segnali luminosi che riceve la retina aiutano a stabilire e
adattare il ritmo circadiano a quello del giorno e della notte", hanno
spiegato gli autori dello studio. I risultati dello studio possono essere
utili soprattutto per chi viaggia in aereo o ha turni lavorativi notturni.


"Se una persona fa un viaggio di molte ore deve regolare il suo organismo a
una differenza di orario molto alta", hanno proseguito i ricercatori.
Poiche' l'orologio biologico principale del corpo umano assimila solo una
piccola quantita' di questo cambiamento, all'individuo ci vuole in media una
settimana per adattarsi al nuovo fuso orario. Ma attraverso l'orologio
alimentare, il viaggiatore potrebbe adattarsi piu' facilmente e rapidamente:
basta non mangiare per almeno 16 ore. Ovvero, evitare di mangiare a bordo e
magari spizzicare qualcosa una volta atterrati.