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CONFERMATA PARITA' UOMO-DONNA IN MATERIA DI INCENTIVI ALL'ESODO

01/01/2009

Gli incentivi all’esodo volontario non possono essere assegnati differenziando in base all’età gli uomini dalle donne. Lo stabilisce l’Agenzia delle Entrate in una circolare che tiene conto di un’ordinanza in tal senso emessa dalla Corte di giustizia Ue il 16 gennaio scorso.


Il Testo unico delle imposte sui redditi in vigore fino al 3 luglio 2006 prevedeva l’applicazione di un’aliquota agevolata sulle somme percepite come incentivo per chi lascia volontariamente un’azienda: il 50% di quella normalmente applicara per le indennità di trattamento di fine rapporto.


Ma per avere diritto all’agevolazione fiscale, bisogna aver raggiunto un’età minima, e la soglia cambia a seconda del sesso: 55 anni per gli uomini, 50 per le donne.
Con un’ordinanza la Corte di giustizia ha definito discriminatoria questa differenza, e ha invitato il giudice italiano a disapplicarla, concedendo «ai componenti della categoria sfavorita lo stesso regime che viene riservato alle persone dell’altra categoria».


Adesso l'Agenzia delle Entrate prende atto dell’ordinanza stabilendo che «nei rapporti non ancora esauriti va applicata anche agli uomini (categoria sfavorita) la disciplina che era prevista per le donne (categoria favorita)». Quindi per tutti l’età minima diventa 50 anni. La novità avrà effetti in particolare per il contenzioso pendente.